IL CASENTINO........
TERRA DA SCOPRIRE .........
Arte, Storia e Luoghi Religiosi
Le case Vacanze "" Il Borgo dei Corsi"" è situato nel cuore della vallata Casentinese, le cui origini storiche sono state tramandate nei secoli per mezzo di varie opere artistiche e letterarie. Come non ricordare quel celebre passo della divina commedia con il quale Dante Alighieri rendeva il proprio omaggio alla vallata Casentinese, "Li ruscelletti che de' verdi colli del Casentin discendon giuso in Arno, faccendo i lor canali freddi e molli" (Dante Alighieri, Inferno XXX, 64-66). Oppure le tante opere di Della Robbia di cui le chiese e i conventi della vallata portano ancora oggi traccia indelebile. Per non parlare poi delle Pievi e dei castelli, che svettano maestosi sulle verdi colline dominando la sottostante pianura sulla quale scorre il fiume Arno, luoghi che un tempo furono teatro di cruente battaglie come la famosa Battaglia Di Campaldino, alla quale prese parte lo stesso Dante.
Il Castello di Poppi
Il castello di Poppi è il monumento principale della vallata Casentinese. Al contrario di tutti gli altri castelli della zona non è stato rovinato dal tempo e dagli uomini essendo sempre stato usato come residenza del potere politico locale. Fin dalle sue origini la storia del castello è strettamente legata a quella della più grande famiglia feudale del Casentino che mise Poppi al centro delle sue grandi proprietà ed abitò questo maniero per quasi quattrocento anni: i conti Guidi.
Il Santuario della Verna
La Verna è meta fissa di migliaia di pellegrini che tutti gli anni si recano al santuario, luogo di culto e preghiera in cui visse San Francesco d'Assisi. Qui si possono ammirare il "Sasso spicco", il letto del Santo, la sua cella e numerose terrecotte di Andrea e Luca della Robbia. Persino Dante Alighieri nel "Paradiso" cita il "crudo sasso" riferendosi appunto al famoso sasso spicco.
Santa Maria del Sasso
Il complesso architettonico di Santa Maria del Sasso comprende il Santuario, il Monastero e il Convento. E' una struttura di grande valore storico, artistico e religioso, risalente all'epoca rinascimentale, dichiarato monumento nazionale nel 1899. Il Santuario prende il nome da un grande masso sul quale durante l’anno 1347 si verificò l'apparizione della Madonna. L'attuale convento, consacrato già dal 1507, è ricco di opere d'arte di illustri autori, ed è custodito da Sacerdoti e Monache dell’Ordine domenicano.
Sacro Eremo di Camaldoli
L'Eremo di Camaldoli è stato fondato da San Romualdo nei primi anni del XI secolo, ed è la casa madre della Congregazione benedettina dei camaldolesi. Si trova nell'omonima località di Camaldoli, tra i foltissimi boschi di abeti e faggi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. L'eremo è costituito dalle celle degli eremiti e da una Chiesa di rifacimento settecentesco che dà accesso ad alcuni ambienti, tra cui il Capitolo dal bel soffitto ligneo e la cappella della Madonna del Rosario.
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, la seconda foresta più grande d'Europa, è facilmente raggiungibile dalla nostra struttura, si possono raggiungere luoghi di rara bellezza, paesaggi in cui è la natura fa valere le proprie regole.
La Flora del Parco
Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi ospita una grandissima varietà di specie arboree, tra le quali assumono notevole importanza le secolari Abetine, i boschi di faggio e acero montano, i boschi misti con tantissime varianti di specie quali faggi, aceri, frassini, olmi, tigli, ornielli e tante altre ancora. Oltre alla vegetazione della fascia montana, troviamo ben rappresentate anche tutte le tipologie di bosco della sottostante fascia submontana, come ad esempio i boschi di Querce a Cerro e a Roverella, i Castagneti (soprattutto nella zona di Camaldoli e a Castagno d’Andrea nel versante fiorentino), nonchè i rimboschimenti di Pino nero. Tra gli alberi ricordiamo la rara Cerro-sughera e, in luoghi caldi e rocciosi, alcuni esemplari relitti di Leccio. Sono inoltre tantissime le specie erbacee che popolano il Parco, con oltre 1000 tipologie finora censite.
La Fauna del Parco
Numerose sono le specie animali che vivono nelle foreste del Parco. Tra le specie animali più rare possiamo ricordare il lupo che in passato ha anche rischiato l’estinzione, più comuni sono invece il tasso, la puzzola, la donnola e la faina. Sono presenti inoltre numerosi esemplari di capriolo, cervo, cinghiale, muflone e daino. I volatili sono presenti con più di 80 specie tra cui lo sparviero, l’astore, il falco pecchiaiolo e l’aquila reale, i picchi (verde, rosso maggiore e rosso minore) e il poco comune rampichino alpestre che nelle abetine più antiche vanta la principale popolazione toscana.
Le Escursioni
Se siete amanti della natura e del verde, la nostra struttura è sicuramente un buon punto di partenza per escursioni all'interno delle foreste casentinesi. Il paese infatti si trova al centro della Vallata Casentinese, sovrastato dai monti che la separano dalla vallata Fiorentina (Pratomagno) e circondato dell'appennino Tosco-Romagnolo e dalle catene montuose che la separano dalla val Tiberina.
Funghi Casentinesi
Il Casentino è una vallata costituita in prevalenza da territorio boschivo, il cui genere spazia dal Cerro, al Castagno, fino ad arrivare all'Abete e al Faggio. Queste tipologie di boschi, unite al tipico clima locale, formano un abitat perfetto per la crescita di numerose specie di funghi quali ad esempio il buonissimo Porcino (Boletus, in micologia) e il pregiato tartufo. Il periodo di raccolta del Porcino spazia da Maggio a tutta la fascia autunnale, e trova il suo apice nei mesi di Giugno,Luglio e Settembre,Ottobre. Per quanto riguarda il Tartufo, le qualità presenti nella vallata sono molteplici: il più pregiato, presente solo in alcune zone del Casentino ma molto diffuso nella confinante Val Tiberina, è il "Tartufo Bianco". Emana un profumo forte, gradevolissimo e si consuma fresco perché non adatto alla cottura. Il "Tartufo Nero Pregiato" invece è una specie che si trova frequentemente nella nostra zona, ed è molto indicato anche per la cottura; il suo odore è delicato e gradevole. Un'altra qualità molto rinomata è il "Tartufo Marzuolo", le cui dimenzioni sono certamente più ridotte rispetto alle altre qualità, ma il cui sapore e certamente molto consistente ed apprezzabile.
La Raccolta delle Castagne
Il Mese di Ottobre nella vallata Casentinese è il periodo ideale per la raccolta di varie specie di castagne, fra le quali possiamo ricordare il pragiato "Marrone" e la più piccola "Pistolese" e la locale "Raggiolana" Entrambi le tipologie di castagne si trovano in quantità abbondanti nei vari castagneti che circondano tutta la valle del Teggina. In Ottobre si può inoltre assistere a varie manifestazioni, nelle quali è possibile acquistare castagne e prodotti derivate, come la rinomata "Farina di Castagne" che trova il suo utilizzo in numerose ricette Casentinesi.
L'ultima settimana di Ottobre a Raggiolo si svolge la tradizionale festa di "Castagnatura" con prodotti tipici a base di castagne e rievocazioni storiche della lavorazione della castagna stessa, con dimostrazini di macinatura a pietra nel caratteristico molino ad acqua recentemente ristrutturato. Inoltre sempre a Raggiolo è presente l'ecomuseo della castagna dove è possibile ammirare vecchi strumenti e leggere antiche storie sul frutto del bosco che ha sfamato in antichità intere generazioni.
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